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Camigliatello, ottobre
Il 10 e 11 ottobre Camigliatello Silano festeggia il porcino silano con la sagra più antica dell'altopiano.
Il porcino silano deve quello che è al terreno acido dell'altopiano, ai boschi di faggio e di pino laricio e a un'altitudine che tiene fresche anche le estati. Cresce nei boschi intorno a Camigliatello Silano, in Sila Grande, da fine estate a tutto ottobre, con un picco che dipende dalle piogge di settembre più che dal calendario. Chi lo cerca parte all'alba, con un cesto di vimini, mai un sacchetto di plastica che li fa marcire, e un bastone per smuovere le foglie.
A Camigliatello questo rapporto con il bosco ha preso la forma di un appuntamento fisso. Il 10 e l'11 ottobre 2026 il paese ospita la Sagra del Fungo Silano, organizzata dalla Pro Loco di Camigliatello Silano. Si entra gratis, le degustazioni si pagano.
Fra le feste gastronomiche della Sila questa è la più radicata: le prime edizioni risalgono a decenni fa, quando Camigliatello era già il posto dove si saliva dalla costa a cercare fresco e boschi. Il formato non è mai cambiato molto. Bancarelle lungo le vie del centro, produttori della zona, il fungo in tutte le forme in cui lo si mangia, dal crudo in insalata al secco da tenere per l'inverno.
Assomiglia a una festa di paese allungata su due giorni. Niente palchi, niente luci. Le famiglie che stanno dietro i banchi sono spesso le stesse che il fungo lo raccolgono da generazioni.
Alla griglia, con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, per sentire la consistenza della carne. Trifolato in padella con il prezzemolo, che poi diventa sugo per le tagliatelle tirate a mano. Fritto in pastella, più raro, in qualche stand. E accanto alla salsiccia silana alla brace, abbinamento che da queste parti non si discute.
Poi c'è il secco, in buste, che reidratato porta il bosco di ottobre fino a Natale, e ci sono i sottoli, preparati dalle stesse aziende agricole che riforniscono i ristoranti dell'altopiano tutto l'anno.
Nei giorni della sagra le trattorie di Camigliatello allungano il menù: risotti, paste ripiene, secondi con i funghi trifolati di contorno. Chi non vuole mangiare in piedi fra le bancarelle si siede e trova lo stesso ingrediente lavorato da chi sta in cucina dodici mesi l'anno.
Chi ha un giorno in più può lasciare il centro e camminare nei boschi da cui arriva il fungo che si mangia in piazza. Attrezzatura non ne serve, attenzione sì: a ottobre il sottobosco è già bagnato e i sentieri non sono sempre segnati. Per raccogliere funghi in Calabria ci vuole un tesserino che si chiede in Comune, obbligatorio anche per il cesto di casa. Senza tesserino si cammina e si guarda.
Da Camigliatello Silano parte anche il Treno della Sila, la corsa storica del 4 ottobre 2026 che risale fino a San Nicola-Silvana Mansio sulla ferrovia a scartamento ridotto. Chi prende quel treno arriva in paese sette giorni prima della sagra, quando l'autunno si vede già: le prime foglie girate, l'aria che di sera punge, i banchi della Pro Loco che cominciano a montare per il 10 e l'11.
Le due date stanno vicine perché ottobre in Sila è il mese in cui il bosco rende: i funghi vengono, i colori cambiano, e l'altopiano non somiglia a quello dell'estate. Chi riesce a tornare, o a fermarsi qualche giorno in più, alla sagra trova la festa che il paese si fa per sé, e a cui chiunque si può sedere.
Da Cosenza si sale a Camigliatello Silano in poco più di mezz'ora d'auto, seguendo la strada per l'altopiano. Nei giorni della sagra il centro si intasa e il parcheggio va cercato con un po' di anticipo, soprattutto nel fine settimana. Chi arriva in treno il 4 ottobre e vuole tornare per la sagra deve mettere in conto un secondo viaggio: sono due appuntamenti distinti, per quanto vicini sul calendario.
In calendario. La Sagra del Fungo Silano è in calendario il 10 e 11 ottobre 2026. Vai alla scheda.