Sila straordinaria
Campi coltivati sull’altopiano silano
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Celico, Lagarò

La patata che cresce solo in montagna

Dal 4 al 6 settembre Celico celebra la Patata della Sila IGP, l'unica patata italiana coltivata in altura.

Una patata che cresce in quota

In Italia la patata si coltiva quasi tutta fra pianura e collina. Questa no: cresce sull'altopiano fra i 1.000 e i 1.500 metri, su terreni che d'inverno stanno sotto la neve e d'estate restano freschi anche nelle giornate peggiori. È l'unica patata italiana a marchio IGP coltivata in montagna, e il riconoscimento europeo è arrivato proprio per quel legame con l'altitudine e con un territorio che nel resto del Paese non ha equivalenti.

Si coltiva in Sila dal Seicento, da quando l'altopiano ha cominciato a essere abitato in modo stabile e si è visto che a quelle quote la patata il raccolto lo dava comunque. Da allora è rimasta una presenza fissa nell'economia agricola locale, insieme alle tecniche di semina e di conservazione che il freddo impone.

Le varietà che si coltivano oggi

Sotto un nome solo ci sono varietà diverse: Agria, Desirée, Ditta, Majestic, Marabel, Nicola. Cambiano forma, consistenza e comportamento in cottura. Quelle sode reggono la frittura, quelle che tengono la forma vanno lesse o al forno, le più farinose finiscono negli gnocchi. Alle aziende agricole silane questa gamma serve per rifornire sia la ristorazione sia la vendita diretta.

Il terreno vulcanico-granitico e l'escursione termica fra giorno e notte sono, secondo i produttori, quello che dà alla patata silana una consistenza e un sapore diversi da quelli di una patata di pianura. Da queste parti lo dicono tutti, ed è anche la base tecnica su cui poggia l'IGP.

Lagarò Experience, tre giorni a Celico

Dal 4 al 6 settembre 2026 il comune di Celico, in località Lagarò, dedica tre giorni alla patata silana, con il nome di Lagarò Experience. Banchi di vendita diretta, stand che la cucinano come si cucina quassù, e incontri su come nasce, come si coltiva e come si conserva.

Celico sta in Sila Grande, poco lontano da Camigliatello Silano, e Lagarò è la sede storica di questo appuntamento. Sull'altopiano di solito si sale per il bosco o per il fresco d'estate; qui ci si ferma davanti a un prodotto agricolo che fuori dalla Calabria viene raccontato di rado con questa attenzione.

Un'economia di montagna

Con il bosco e l'allevamento, la patata resta una delle voci principali dell'agricoltura dell'altopiano. Le aziende sono quasi tutte a conduzione familiare, con superfici che non reggono il confronto con quelle delle grandi pianure del nord; quello che mettono sul piatto è il marchio IGP e un mercato che negli ultimi anni ha cominciato a guardare fuori regione. Il disciplinare fissa l'area di coltivazione, le varietà ammesse e i metodi di lavorazione, per tenere il prodotto attaccato al posto da cui prende il nome.

Per i comuni dell'altopiano, Celico compreso, è economia vera: tiene occupate famiglie intere dalla semina in primavera alla raccolta di fine estate, e poi nei magazzini, perché conservata bene si vende anche nei mesi freddi.

Come si mangia in Sila

Gli gnocchi, tirati in casa con le varietà farinose. La patata sotto la brace, cotta intera nella cenere calda, un metodo che in montagna serviva anche a scaldare la cucina la sera. E la più semplice di tutte, lessa con olio, peperoncino e formaggio locale, che nei paesi dell'altopiano resta un piatto povero e diffuso, soprattutto in casa di chi le patate se le coltiva nell'orto.

Un prodotto che si porta a casa

Fuori dai giorni della manifestazione la Patata della Sila IGP si trova nei punti vendita diretti delle aziende agricole e in qualche negozio di prodotti tipici a Camigliatello Silano, San Giovanni in Fiore e nei paesi vicini. Al buio e al fresco si conserva per settimane, e in montagna buio e fresco non mancano quasi mai.

In calendario. La Sagra della Patata della Sila è in calendario dal 4 al 6 settembre 2026. Vai alla scheda.

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