Anteprima aperta da disco: il pagamento non è collegato.
Stagione, colori
In ottobre la faggeta cambia colore, i laghi si svuotano e i porcini sono ancora in stagione. Quando esattamente, dipende dall'annata.
Buona parte della Sila è faggeta, e il faggio in autunno va di fretta. Verde, giallo, arancio, marrone bruciato: il passaggio dura poche settimane. Quali settimane lo decidono le piogge e le temperature di settembre, e non c'è modo di saperlo per tempo. Nella prima metà di ottobre di solito si trova ancora molto verde con qualche chiazza gialla; nella seconda il bosco è già arancio. Un'annata storta sposta tutto di due settimane.
Sui crinali il cambiamento si legge meglio, perché il faggio si alterna al pino laricio e il laricio gli aghi non li perde. Quel verde scuro che sta fermo mentre il resto vira è il motivo per cui la Sila di ottobre non somiglia alla Sila di agosto.
Ottobre è il mese dei funghi. Il porcino silano cresce nei boschi intorno a Camigliatello Silano e su tutto l'altopiano, e le temperature di ottobre con l'umidità lasciata dalle piogge autunnali sono le condizioni che gli servono. Poi c'è l'annata, e l'annata non si prenota. Le manifestazioni gastronomiche legate al fungo si concentrano quasi tutte in queste settimane, il che qualcosa vorrà dire.
Sull'altopiano ci sono tre laghi artificiali, nati dalle dighe costruite nel secolo scorso per l'energia idroelettrica: Cecita, Arvo e Ampollino, tutti intorno ai 1.200 metri di quota. D'estate le rive si riempiono, soprattutto nei fine settimana. A ottobre fa troppo freddo per il bagno e per le attività d'acqua, e quello che resta è la superficie che riflette i colori del bosco intorno. D'estate, con il verde uniforme, non si nota.
Il laricio è l'albero che non cambia. Cresce quasi solo su questi terreni e a queste quote, dritto e alto, tanto che in passato ci si ricavavano gli alberi maestri delle navi. A ottobre resta com'era a luglio, e serve da metro per misurare quanto è cambiato tutto il resto.
Il 4 ottobre 2026 il treno storico parte da Camigliatello Silano alle 10:00 e sale a San Nicola-Silvana Mansio, la stazione a scartamento ridotto più alta d'Italia, attraversando proprio questa parte di altopiano. È il modo più comodo per vedere i colori senza andarseli a cercare in auto sulle strade secondarie: il treno va piano, e dal finestrino si alternano faggeta, radure e macchie di laricio mentre la quota sale.
Poi si scende a Sculca, dove alle 12:15 comincia la Sagra della Patata della Sila IGP, e si rientra a Camigliatello alle 16:30. Il biglietto costa 30,00 euro, 25,00 per i bambini dai 3 ai 12 anni, con andata, ritorno e ingresso compresi. Organizza ATFSC, con il contributo di ARSAC, e sempre ATFSC vende e gestisce i biglietti; il treno lo fa viaggiare Ferrovie della Calabria, il sito è di Tevet Srl. Quel giorno la locomotiva a vapore del 1926 è in revisione: tira un locomotore degli anni '70, con le carrozze d'epoca del 1920.
Chi il 4 ottobre non riesce a salire non ha perso la stagione. Ogni settimana l'altopiano è un po' diverso da quella prima. Per i funghi conviene la prima metà del mese, per il colore pieno della faggeta la seconda, ma è un'indicazione, non un orario ferroviario. Vale la pena seguirlo tutto, anche con una gita di poche ore.
In calendario. Il Treno della Sila sale domenica 4 ottobre 2026. Vai alla scheda.